ferroptipi (tin types)
L’invenzione della carte de visite è comunemente attribuita al fotografo francese Disderi. Nel 1848 André Adolphe Eugène Disderi (1819-1889) apre il suo studio in Boulevard des Italiens, il ritratto fotografico non era una novità, ma Disderi inventa (e brevetta nel 1854) un sistema di fotografia multipla con quattro obbiettivi (forse ispirato dalle fotografie stereoscopiche, scattate con fotocamere a due obiettivi) che permette di ottenere otto esposizioni diverse, quattro per ogni metà lastra. La fotografia singola viene ritagliata e incollata su un cartoncino che sul retro porta il nome dello studio (e spesso un logo distintivo e l’indirizzo, oltre ai premi vinti, ai brevetti ecc). L’immagine veniva stampata solitamente su carta all’albumina. Si possono trovare esemplari stampati su carta salata, ma sono molto rari; gli esemplari più recenti erano prodotti con procedimenti al collodio, aristotipia o di altro tipo.
L'invenzione del ritratto di piccolo formato fu rivendicata naturalmente da altri; una storia interessante è quella che riguarda un fotografo, probabilmente genovese, Luis (Luigi) Dodero che aveva aperto uno studio a Marsiglia e nel 1851 aveva rivendicato l'utilizzo dei ritrattini non solo per diletto ma anche per l'applicazione su passaporti, licenze ecc. La somiglianza dei due cognomi ha fatto si che nel tempo le notizie si siano intrecciate, infatti ancora oggi qualche fonte sostiene che Disderi sia nato a Genova, figlio di un mercante, mentre sappiamo per certo che è nato a Parigi.
Presto la CdV diventa un oggetto di moda, specialmente nella nobiltà e nella borghesia; con il tempo diventerà più democratica, tutti avranno la loro possibilità. Negli studi dei fotografi alla moda vengono allestiti scenari con mobili e suppellettili lussuose, per cui chiunque può farsi ritrarre come un benestante e magari spedire la CdV ai parenti lontani. La CdV esce dalla sfera privata e in breve inizia un collezionismo delle immagini di Re, Imperatori, ma anche di attrici e cantanti. Vengono prodotti album appositi, alcuni di dimensioni imponenti, altri con decorazioni e rilegature in cuoio, per collezionare le CdV di famiglia o quelle delle celebrità.
Dopo la CdV nascono molti altri formati, cabinet e altri che la soppianteranno. A titolo di esempio qui trovate un elenco di formati particolari italiani e non con denominazione e misure; naturalmente sia il nome commerciale che le misure possono variare a seconda del periodo o addirittura dallo stabilimento fotografico che produceva i cartoncini. Le dimensioni riportate sono quelle nette delle fotografie e dei cartoncini, una ulteriore complicazione è che alcuni formati possono essere verticali o orizzontali. Per sapere veramente tutto sull'argomento è uscito recentemente un imperdibile libro di Gabriele Chiesa, potete trovarlo qui.
DENOMINAZIONE DIMENSIONI MEDIE FOTO DIMENSIONI CARTONCINO
(italiana) (+/- 3 mm) (+/- 5 mm)
Elena 22 x 41
Mignon 30 x 55 40 x 78
Mafalda 30 x 42
Mignonnette 33 x 52 35 x 60
Ricordo 1 35 x 60 48 x 80
Pocket 35 x 70 37 x 75
Ricordo d’amicizia 40 x 65 sagomato
Italia 47 x 75
Ricordo 2 50 x 84
Visita (Carte de Visite) 55 x 90 62 x 104
Umberto 59 x 62
Senza nome 1 62 x 95 120 x 170
Turista 65 x 105 67 x 108
Visita Americano 65 x 130
Margherita (Victoria ingl.) 74 x 105 80 x 125
Gabinetto Americano 75 x 150
Ritratto Album 88 x 126
Cartolina 90 x 140 idem
Senza nome 2 90 x 200
Promenade Portrait 96 x 193 100 x 210
Gabinetto (Cabinet ingl.) 100 x 140 110 x 165
Boudoir 112 x 161
Roma 125 x 170
Reale 125 x 184
Boudoir 125 x 190-200
La Fototeca conserva molti esemplari di CdV acquisiti nel tempo senza una strategia precisa. Abbiamo quindi CdV italiane, europee e del resto del mondo; un posto particolare è però riservato a quelle prodotte a Genova. La collezione è attualmente in fase di catalogazione. Una sezione della collezione è dedicata alle fotografie di famiglia dell'autore.
cartes de visite famiglia