n°3552 Genova Monumento a Cristoforo Colombo, Albumina stereoscopica, particolare. A sinistra del monumento sulla facciata di una casa sopra la stazione di Principe, si può vedere la grande insegna di un fotografo.©Fototeca A.Silingardi
Un raro esempio di CdV prodotto da una fotografa, Angela Vigore, Genova©Fototeca A.Silingardi
Un divertente fotomontaggio del fotografo Achille Testa, Genova©Fototeca A.Silingardi
Nobildonna genovese, Rossi Giulio & G.B.Sciutto, Genova©Fototeca A.Silingardi
Genova nella seconda metà del 1800 è una città cosmopolita e ricca, ai tradizionali affari nel campo navale, commerciale e finanziario si è aggiunta prepotentemente l'industria. La città quindi è ricca e può contare su una borghesia diffusa i cui gusti sociali e culturali non hanno nulla da invidiare a città ben più grosse come Parigi o Londra.
La fotografia quindi si sviluppa e trova un fertile terreno su cui prosperare. Ai fotografi autoctoni si aggiungono ben presto professionisti provenienti da tutta l'Europa, come Alfred Noack, Hodcend e molti altri. Gli studi in città sono dozzine, tutti i principali sono ubicati nel centro antico o nelle nuove strade del centro ottocentesco; negli altri quartieri poche tracce, mentre diversi studi sono allocati in quelli che erano comuni autonomi prima dell'incorpamento nella "grande Genova". In particolare una discreta presenza si ha nel Municipio di Sampierdarena, all'epoca un florido distretto industriale, soprannominata"la Manchester d'Italia".
La Carte de Visite viene subito apprezzata dalle famiglie benestanti e la loro produzione fa la fortuna di molti fotografi, infatti troviamo studi che si dedicano a tutte le specialità fotografiche, come Noack, Degoix e altri, ma anche moltissimi altri che lavorano solo nella ritrattistica da studio. Alcuni studi approfonditi sui fotografi che operavano a Genova sono già stati citati nella pagina di apertura della collezione genovese. In particolare il libro di Papone e Rebora riporta la storia, gli indirizzi e le traversie di moltissimi fotografi operanti a Genova tra il 1839 e il 1926. Allo stato attuale della catalogazione nella collezione sono presenti fotografie di una quarantina di autori, alcuni molto famosi e alcuni conosciuti pochissimo, come ad esempio una delle poche donne fotografe conosciute, Angela Vigore, che aveva il suo studio a Sampierdarena. Altri fotografi sono presenti nella collezione di famiglia e nel fondo Aquilino (vedi box sotto). Al termine del lavoro di studio si potrà avere una panoramica più completa. Questa sezione della Fototeca conta circa 150 esemplari che, come detto, sono in fase di catalogazione.
Il fondo Aquilino consiste in 82 fotografie familiari, principalmente ritratti di persone, carte de visite, cabinet e altri formati. Comprende due ferrotipi. La maggior parte delle fotografie sono prodotte da fotografi genovesi . Le fotografie mi sono state donate da Pietro Aquilino nel 2018. Tutto questo materiale è in fase di studio e catalogazione, un primo elenco di autori è disponibile qui sotto.
Ritratto di donna, CdV, fotografia di G.B.Bonetti Genova (Fondo Aquilino)
Genoa in the second half of the 1800s was a cosmopolitan and rich city, industry was added to the traditional naval, commercial and financial affairs. The city is therefore rich and can count on a widespread bourgeoisie whose social and cultural tastes have nothing to envy to much larger cities like Paris or London.
Photography then develops and finds fertile ground on which to thrive. Autochthonous photographers were soon joined by professionals from all over Europe, such as Alfred Noack, Hodcend and many others. Studies in the city are dozens, all the main ones are located in the old center or in the new streets of the nineteenth century center; in the districts few traces, while several studies are allocated in what were autonomous municipalities before the incorporation in the "great Genoa". In particular, there is a discreet presence in the Municipality of Sampierdarena, at the time a thriving industrial district, nicknamed "the Manchester of Italy".
The Carte de Visite is immediately appreciated by wealthy families and their production makes the fortune of many photographers, in fact we find studies that are dedicated to all photographic specialties, such as Noack, Degoix and others, but also many others who work only in portraiture by study. Some in-depth studies on photographers who worked in Genoa have already been mentioned in the opening page of the Genoese collection.