Luciana Trotta affronta la ceramica con lo stesso spirito libero e immaginifico che caratterizza i suoi acquerelli, ma con una forza materica ancora più evidente. Le sue figure non sono semplici oggetti decorativi: sono presenze, piccoli personaggi che sembrano emergere dalla terra con una personalità ben definita. Un processo che unisce istinto e tecnica, una modellazione spontanea ma consapevole. Trotta lavora l’argilla in modo diretto, quasi istintivo. Le forme nascono da gesti rapidi, decisi, che lasciano volutamente tracce visibili: impronte, segni, piccole irregolarità che diventano parte del carattere della figura. Questa scelta dà vita a personaggi che sembrano “vivi”, perché non levigati né addomesticati. Le sue figure hanno lineamenti forti: nasi pronunciati, occhi grandi, bocche stilizzate. Non c’è ricerca di realismo, ma di identità. Ogni volto racconta un’emozione, un atteggiamento, un modo di stare al mondo.
Colori vivaci come dichiarazione di energia
Dopo la prima cottura, Trotta interviene con smalti e ossidi dai toni accesi: rossi intensi, blu profondi, gialli luminosi, verdi brillanti. Il colore non è un semplice rivestimento, ma un’estensione della personalità della figura. Spesso usa contrasti netti, campiture piene, accostamenti audaci che rendono ogni pezzo immediatamente riconoscibile. Una seconda cottura che “fissa” la fantasia. La smaltatura viene seguita da una seconda cottura che intensifica i colori e dona brillantezza. Il risultato è una superficie lucida, vibrante, che amplifica la vitalità delle forme.
Il risultato: figure che parlano
Le ceramiche di Luciana Trotta hanno una presenza scenica sorprendente. Sono ironiche, talvolta buffe, altre volte enigmatiche, sempre dotate di una forza espressiva che cattura lo sguardo. La combinazione di forme essenziali e colori esplosivi crea un linguaggio visivo immediato, gioioso, profondamente personale.