Luciana Trotta (fotografia © Adriano Silingardi)
Con il burattinaio Magonio durante uno spettacolo a Palazzo Ducale (fotografia © Adriano Silingardi)
Nel mondo dei burattini e delle marionette convivono due dimensioni che sembrano opposte e invece si completano: la leggerezza del gioco e la profondità della tradizione. Le creazioni di Luciana Trotta nascono proprio in questo spazio di incontro, dove la manualità antica si intreccia con una sensibilità contemporanea, dando vita a personaggi che sembrano usciti da un racconto senza tempo.
Un’arte che affonda le radici nella storia
Il teatro di figura ha una lunga storia in Italia: dalle piazze dell’Emilia ai cortili lombardi, dai teatrini piemontesi alle compagnie popolari del Sud. È un patrimonio fatto di famiglie di burattinai, di personaggi che passano di generazione in generazione, di storie che cambiano forma ma non smettono mai di essere raccontate. In Liguria, questa tradizione assume un carattere particolare: figure ironiche, pungenti, spesso nate da materiali poveri ma ricchi di vita; piccoli teatrini che animavano vicoli, piazze, feste di paese. È un mondo fatto di artigianato, ingegno e spirito popolare.
Il gesto artigiano come continuità
Nel lavoro di Luciana Trotta questa eredità non è un semplice riferimento: è una presenza viva. Ogni burattino e ogni marionetta nasce interamente dalle sue mani, come avveniva un tempo. La testa modellata, il corpo costruito pezzo per pezzo, gli abiti cuciti con cura, i fili posizionati per dare movimento: ogni passaggio è un atto di continuità con un sapere antico. Ma ciò che rende queste figure davvero attuali è lo sguardo dell’artista: libero, curioso, capace di trasformare la tradizione in un linguaggio personale. I personaggi non imitano quelli del passato, ma ne raccolgono lo spirito: la forza espressiva, l’ironia, la capacità di raccontare emozioni attraverso forme semplici.
Personaggi che appartengono al presente
Le marionette e i burattini di Trotta hanno un carattere immediato. Sono figure colorate, vivaci, spesso buffe, altre volte malinconiche. Hanno volti che parlano, corpi che si muovono con naturalezza, abiti che raccontano storie. Sono personaggi che potrebbero salire su un palcoscenico tradizionale, ma anche vivere in una galleria d’arte contemporanea. In questo equilibrio tra passato e presente si trova la loro forza: sono radicati nella tradizione, ma non ne sono prigionieri. Portano con sé la memoria del teatro popolare, ma parlano con una voce nuova, riconoscibile, profondamente personale.
Un ponte tra ieri e oggi
Il lavoro di Luciana Trotta dimostra che il teatro di figura non è un’arte del passato, ma una forma espressiva capace di rinnovarsi continuamente. Ogni burattino, ogni marionetta è un piccolo ponte: collega la manualità antica con la creatività contemporanea, la tradizione con l’immaginazione, la memoria con il presente. È questo dialogo a rendere le sue creazioni così vive: non semplici oggetti, ma compagni di scena, creature che portano con sé un pezzo di storia e, allo stesso tempo, una storia nuova da raccontare.
A.S.