American Colony

e la fotografia in Palestina

G. Eric Matson a Gerusalemme
n°328 Le desert de Judée, fotografia American Colony
n°613 Bedouin warriors, fotografia American Colony
nn Mar Morto, edizioni P.Z. (fotografo sconosciuto)
nn Panorama Jaffa mercato, edizioni P.Z. (fotografo sconosciuto)
Nazareth, Syria, fotografia N.M.Saba
nn Chemin de Crroix St.Sepulchre 17 mai 1901, fotografia Gherardi
n°149 Jourdan, fotografia Damiani (collez.privata)

American Colony e la fotografia in Palestina

La colonia americana di Gerusalemme, una comunità composta da circa cento persone fondata nel 1881, nacque come colonia utopica per mano di cristiani provenienti dagli U.S.A. e dal Nord Europa; fu centro di assistenza religiosa per i pellegrini in Terra Santa ma si trasformò presto in un centro di assistenza sanitaria e sociale; fu costruito anche un albergo, tutt'ora esistente ed un negozio, The American Colony Store. I membri della colonia iniziano a occuparsi di fotografia con l'assistenza di Elijah Meyers, un’ebreo convertito al cristianesimo, giunto dall'India, nel 1898, per documentare la visita di stato dell’Imperatore di Prussia Guglielmo II. Si costituì quindi l’American Colony Photographic Dept. e anche lo studio fotografico fu conosciuto da allora come American Colony. I profitti dell’impresa fotografica venivano reinvestiti per migliorare le condizioni di vita della comunità. Moltissimi furono i collaboratori interni ed esterni, tra cui possiamo ricordare Elijah Meyers, Hol Lars (Lewis) Larsson, G. Eric Matson, Erik & Lars Lind, Furman Baldwin, John Whiting, Hanna Safieh, Joseph H. Giries, Garabed Krikorian, Felix Bonfils, Francis Frith, Felice Beato, Mason Good, James Graham, Zangaki, James Robertson, Khalil Raad, Samuel Bourne e altri a noi sconosciuti. Elijah Meyers avviò al mestiere di fotografo il giovane svedese Hol Lars Larsson (in seguito Lewis Larsson). Larsson (1881-1958) era tra il gruppo originale di coloni svedesi che arrivarono a Gerusalemme nel 1896. Divenne uno dei migliori fotografi. Durante lunghi viaggi in Medio Oriente tra il 1903 e il 1910, Larsson conobbe la terra e la sua gente. Osservatore di talento, sapeva quali scene erano importanti da catturare visivamente. Ha fotografato paesaggi e scene della vita dei villaggi. Tra gli eventi storici che ha documentato ci sono le violente lotte alla fine della prima guerra mondiale e il crollo del dominio ottomano. Larsson ha sposato Edith, la figlia minore di Olof Henrik Larson, consolidando così i suoi legami con il contingente svedese della colonia americana. Nel 1904, Lewis Larsson succedette a Elijah Meyers come capo del dipartimento fotografico. Larsson ha diretto il dipartimento per i successivi trent'anni, anche se è stato Vice Console e successivamente Console Svedese per la Palestina dal 1920 al 1920.

Dal 1934 American Colony divenne "The Matson Photo Service". G. Eric Matson (1888-1977) arrivò alla colonia americana da bambino, arrivando dalla Svezia con la sua famiglia nel 1896. Ha iniziato a lavorare nella camera oscura del Dipartimento di fotografia da adolescente nei primi anni del 1900, anche se non è sicuro quando in realtà ha iniziato a scattare foto. Matson sposò un'americana, Edith Yantiss (1889-1966), che lavorò anche in camera oscura. Insieme, i Matson eccellevano in tecniche innovative, come colorare fotografie con colori ad olio, produrre fotografie stereoscopiche, fotografia a infrarossi e lavoro aereo. I Matsons continuarono l'attività a Gerusalemme fino a poco dopo che lo Stato di Israele fu proclamato nel 1948. I principali impiegati del servizio fotografico erano John Whiting e due palestinesi, Hanna Safieh (1910 -1979) e Joseph H. Giries, che avevano iniziato come apprendisti.

Nel 1946, di fronte alla crescente violenza in Palestina, i Matson lasciarono Gerusalemme per la California meridionale. Il personale ha spedito la maggior parte dei negativi negli Stati Uniti, mentre anche l'attività di Gerusalemme ha continuato a funzionare. Il negozio e gli uffici di Gerusalemme subirono gravi danni durante i conflitti del 1948-1949, ma il rimanente stock di negativi fu trasferito in modo sicuro in un'altra area di Gerusalemme. All'inizio degli anni '50, con il turismo in declino, il personale del servizio fotografico si disperse, determinando la chiusura dell'attività. I Matsons continuarono a vendere fotografie dalla California.

Alcune tipologie di firma e didascalia che compaiono sulle stampe American Colony.

Altri fotografi

Gerusalemme è di importanza basilare nella storia della fotografia. I missionari hanno da subito usato la fotografia per spingere i viaggiatori a visitare la Terra Santa. Entro il 1910, le cartoline economiche hanno soppiantato le vecchie stampe all'albumina come principale mezzo di pubblicità per il turismo religioso, appena agli inizi. Anche se la fotografia è arrivata in Palestina soltanto pochi mesi dopo che Daguerre divulgasse ufficialmente la sua invenzione, non è stata una professione esercitata da Palestinesi fino alle ultime due decadi del diciannovesimo secolo. Il primo studio fotografico in Palestina fu quindi fondato a Gerusalemme dal fotografo armeno Garabed Krikorian verso il 1885. Gli anni finali del diciannovesimo secolo hanno visto l'istituzione di altre imprese fotografiche nella città, tra cui quella di Khalil Raad, già collaboratore di American Colony. Propongo un elenco sicuramente incompleto degli studi operanti in Palestina:


Abbud Karimeh [Karima] American ColonyBain Robert Edward MatherBergheim PeterBiever J.B.Bierstad CharlesBravermann H. DamianiDiness Mendel JohnDrake Charles Frederick TyrwhittGarabedian Yessai (Phot.du Couvent Armenien)Gherardi A.Graves Carlton H.Hentschel BrunoHotimsky JacobKrikorian Garbis [Garabeb] Matson EricNalbandian Y. Narinsky ShlomoNarinsky SonjaPierotti ErmeteQuarelli FrancescoRaad KhalilRaffalovich YeshayahuRau William Herman Ritavsky Avraham AharonSaba FadilSaba N.M. Saboungi Davide [Sabounji Dâwûd]SalzmannSavvides MiltiadeScutschi Lutuf Vernet Horace EmileVester Frederick

Dall'elenco vediamo che in Palestina operarono alcuni fotografi italiani (anche questo dato è da verificare per alcuni di essi) tra i quali Saba, Pierotti, Damiani, Gherardi. Di quest'ultimo Fototeca conserva una bella stampa, riprodotta a sn.

Tre diverse personalità con tre ruoli distinti e tre diverse culture e tradizioni, ebrea cristiana e musulmana, le grandi religioni monoteiste, collaborarono insieme nell'intento di preservare la Città Santa: il governatore di Gerusalemme Mustapha Surraya Pasha che ordinò, attorno al 1850, la produzione del materiale fotografico, l'ingegnere italiano Ermete Pierotti che, incaricato di redigere le mappe catastali della città, chiese al fotografo ebreo Mendel John Diness la sua collaborazione. Fu così che il fotografo ottenne il permesso, ufficiale e senza precedenti, di accedere in aree considerate off-limits a causa di sensibilità religiose. Pierotti raccontò la sua esperienza in un libro Rivista Generale Della Palestina Antica e Moderna, 1866: Cronologia Storica, Topografia, Divisioni, Prodotti Leggende, Tradizioni e anche in Jerusalem Explored, Volume I & II - Being a Description of the Ancient and Modern City, with Numerous Illustrations Consisting of Views, Ground Plans and Sections by Ermete Pierotti.

Dervisc, stereoview, fotografia di Peter Bergheim
Didascalia di Francesco Quarelli, operante in Palestina
La firma di Scutschi Lutuf (?), un fotografo operante in Palestina di cui non conosciamo nulla.
CdV di Garabed Krikorian, Gerusalemme
CdV di Garabed Krikorian, Gerusalemme, verso
CdV Photographie du Couvent Armènienne, Gerusalemme, verso
CdV di Liltiade Savvides, Gerusalemme

American Colony and photography in Palestine

The American colony of Jerusalem, a community of about one hundred people founded in 1881, was born as a utopian colony at the hands of Christians from the U.S. and from Northern Europe; it was a center of religious assistance for pilgrims in the Holy Land but soon became a center of health and social assistance; a hotel was built, which still exists and a shop, The American Colony Store. Colony members begin photography with the assistance of Elijah Meyers, a Jewish convert to Christianity, who came from India in 1898, to document the state visit of the Prussian Emperor William II. The American Colony Photographic Dept. was therefore formed and the photographic studio was known since then as American Colony. The profits of the photographic company were reinvested to improve the living conditions of the community. There were many internal and external collaborators, including Elijah Meyers, Hol Lars (Lewis) Larsson, G. Eric Matson, Erik & Lars Lind, Furman Baldwin, John Whiting, Hanna Safieh, Joseph H. Giries, Garabed Krikorian, Felix Bonfils, Francis Frith, Felice Beato, Mason Good, James Graham, Zangaki, James Robertson, Khalil Raad, Samuel Bourne and others unknown to us. Elijah Meyers started the young Swedish Hol Lars Larsson (later Lewis Larsson) as a photographer. Larsson (1881-1958) was among the original group of Swedish colonists who arrived in Jerusalem in 1896. He became one of the best photographers. During long journeys to the Middle East between 1903 and 1910, Larsson got to know the land and its people. Talented observer, he knew which scenes were important to capture visually. He photographed landscapes and scenes from village life. Among the historical events he has documented are the violent struggles at the end of the First World War and the collapse of Ottoman rule. Larsson married Edith, Olof Henrik Larson's youngest daughter, thus consolidating his ties with the Swedish contingent of the American colony. In 1904, Lewis Larsson succeeded Elijah Meyers as head of the photographic department. Larsson headed the department for the next thirty years, although he was Vice Consul and later Swedish Consul for Palestine from 1920 to 1920.

From 1934 American Colony became "The Matson Photo Service". G. Eric Matson (1888-1977) arrived at the American colony as a child, arriving from Sweden with his family in 1896. He began working in the darkroom of the Department of teenage photography in the early 1900s, although he is not sure when he actually started taking pictures. Matson married an American, Edith Yantiss (1889-1966), who also worked in the darkroom. Together, the Matsons excelled in innovative techniques, such as coloring photographs with oil colors, producing stereoscopic photographs, infrared photography and aerial work. The Matsons continued their activity in Jerusalem until shortly after the state of Israel was proclaimed in 1948. The main employees of the photo shoot were John Whiting and two Palestinians, Hanna Safieh (1910 -1979) and Joseph H. Giries, who had started as apprentices.

In 1946, faced with growing violence in Palestine, the Matsons left Jerusalem for southern California. Staff sent most of the negatives to the United States, while Jerusalem operations also continued to function. The Jerusalem shop and offices suffered severe damage during the 1948-1949 conflicts, but the remaining stock of negatives was safely transferred to another area of ​​Jerusalem. At the beginning of the 1950s, with tourism in decline, the staff of the photo shoot dispersed, leading to the closure of the business. The Matsons continued to sell photographs from California.

Other photographers

Jerusalem is of fundamental importance in the history of photography. The missionaries immediately used photography to encourage travelers to visit the Holy Land. By 1910, inexpensive postcards have supplanted old albumin prints as the primary means of advertising for religious tourism, just beginning. Although photography only arrived in Palestine a few months after Daguerre officially disclosed his invention, it was not a profession practiced by Palestinians until the last two decades of the nineteenth century. The first photographic studio in Palestine was therefore founded in Jerusalem by the Armenian photographer Garabed Krikorian around 1885. The final years of the nineteenth century saw the establishment of other photographic enterprises in the city, including that of Khalil Raad, former collaborator of American Colony . I propose a definitely incomplete list of the studies operating in Palestine:

Abbud Karimeh [Karima]

American Colony

Bain Robert Edward Mather

Bergheim Peter

Biever J.B.

Bierstad Charles

Bravermann H.

Damiani

Diness Mendel John

Drake Charles Frederick Tyrwhitt

Garabedian Yessai (Phot.du Couvent Armenien)

Gherardi A.

Graves Carlton H.

Hentschel Bruno

Hotimsky Jacob

Krikorian Garbis [Garabeb]

Matson Eric

Nalbandian Y.

Narinsky Shlomo

Narinsky Sonja

Pierotti Ermete

Quarelli Francesco

Raad Khalil

Raffalovich Yeshayahu

Rau William Herman

Ritavsky Avraham Aharon

Saba Fadil

Saba N.M.

Saboungi Davide [Sabounji Dâwûd]

Salzmann

Savvides Miltiade

Lutuf scutschi

Vernet Horace Emile

Vester Frederick

From the list we see that some Italian photographers operated in Palestine (this too is to be verified for some of them) including Saba, Pierotti, Damiani, Gherardi. The latter has a beautiful print archive, reproduced on the left.

Three different personalities with three distinct roles and three different cultures and traditions, Jewish Christian and Muslim, the great monotheistic religions, collaborated together in order to preserve the Holy City: the governor of Jerusalem Mustapha Surraya Pasha who ordered, around 1850, the production of the photographic material, the Italian engineer Ermete Pierotti who, in charge of drawing up the cadastral maps of the city, asked the Jewish photographer Mendel John Diness for his collaboration. So it was that the photographer obtained official and unprecedented permission to enter areas considered off-limits due to religious sensitivities. Pierotti recounted his experience in a book General Magazine of Ancient and Modern Palestine, 1866: Historical Chronology, Topography, Divisions, Products Legends, Traditions and also in Jerusalem Explored, Volume I & II - Being a Description of the Ancient and Modern City, with Numerous Illustrations Consisting of Views, Ground Plans and Sections by Ermete Pierotti.