Sébah

Pascal Sébah (non confermata), Jean Pascal Sébah, Policarpe Joaillier

le fotografie di Pascal Sébah

Carousel imageCarousel imageCarousel imageCarousel imageCarousel imageCarousel imageCarousel image

le fotografie di Jean Pascal Sébah

Carousel imageCarousel imageCarousel imageCarousel imageCarousel image

le fotografie di Sébah & Joaillier

Carousel imageCarousel imageCarousel imageCarousel imageCarousel imageCarousel imageCarousel image
didascalia e firma di Pascal Sébah
didascalia e firma di Jean Pascal Sébah
didascalia e firma Sébah & Joaillier
Il negozio / studio di Pascal Sébah al Cairo, all'ingresso sono appese alcune fotografie incorniciate.

I Sébah, fotografi ottomani

La storia dei Sebah è un’altra saga familiare, un percorso umano e professionale all’interno di una famiglia, come gli Abdullah e, a maggior ragione, i Bonfils. Il capostipite fu Pascal Sébah, nato a Costantinopoli nel 1823. Pascal aprì il suo primo studio nel 1857 (?) in rue Tom-Tom Sokagi 10, nel quartiere di Pera; dopo un paio d’anni si traferisce in rue de Pera 232, per fondare infine lo studio El Chark (l’Oriente) Societè Photographique, al numero 439 della Grande Rue de Pera, divenuta la più importante e trafficata strada della capitale dell’Impero Ottomano, Costantinopoli. Intorno al 1860 lo studio si chiamò semplicemente con il suo nome, Pascal Sébah Photographe. Al piano terra era situato il negozio, all'attico naturalmente lo studio di posa, realizzato con grandi vetrate per sfruttare la luce naturale. Agli inizi era socio con un fotografo francese, A. Laroche, un francese che aveva fatto esperienze a Parigi e che si occuperà per molti anni della parte più industriale della produzione. La figura di Laroche, benché poco conosciuta, deve avere avuto grande importanza nella storia dello studio, di cui egli curava principalmente la parte di stampa dei negativi e della litografia.

Pascal Sébah, seguendo la moda del momento, apre uno studio al Cairo nel 1873 in collaborazione con Henri Béchard nei giardini dell'Ezbékié. Anche il suo vecchio socio Laroche si associò con un fotografo residente al Cairo, Heynemann. Nel 1878 Pascal Sébah vinse una medaglia d’argento all'Esposizione Internazionale di Parigi per le sue apprezzate fotografie dell’Egitto. Con il passare degli anni il lavoro di gestione dei due studi, così distanti, lo costrinse ad abbandonare in pratica il lavoro tecnico, forse stancandolo al punto da provocargli un ictus che lo paralizzò. Gli venne in aiuto il fratello Cosmi, anche lui fotografo, che chiuse il suo studio in Rue de Pera al n°346 e si dedicò allo studio più avviato di Pascal. Pascal e Cosmi Sébah divennero soci di Policarpe Joaillier e nel 1888 lo studio assunse la denominazione Sébah & Joaillier. Con ogni probabilità Joaillier si occupava prevalentemente dell’aspetto commerciale, mentre ai Sébah rimase la responsabilità del lavoro di ripresa e stampa. Lo studio si riprese e tornò ad essere uno dei più conosciuti del Medio Oriente. Venne presto riaperto anche lo studio del Cairo.

Il 25 giugno 1886 Pascal moriva, lasciando lo studio nelle mani del fratello e del figlio Jean. Lo studio del Cairo fu chiuso per l’impossibilità di seguirlo. Pascal lasciava la moglie Roza, la figlia Virginia (17 anni) e i figli Jean (14 anni) e Joseph (13).

Nel 1890 si verifica uno strano episodio, forse significativo delle difficoltà a cui tutti i grandi studi dell’epoca andavano soggetti: Sébah & Joaillier vendono ai loro più pericolosi concorrenti, gli Abdullah Frères, un grosso quantitativo di lastre originali. Non sappiamo esattamente come andò la storia, ma gli Abdullah aggiunsero alle loro stampe la scrittaSébah & Joaillier successeurs. In realtà lo studio non chiude, anzi dopo pochi anni, nel ’95, Jean Pascal Sébah si associa al Cairo con Heymann e rileva, scherzo del mercato, la quota egiziana dello studio degli Abdullah! In effetti gli Abdullah Frères perdevano terreno nei confronti della concorrenza e nel 1900 cedettero definitivamente l’intera azienda proprio a Sébah & Joaillier i quali, ca va sans dire, apposero sulle loro stampe la scritta “Abdullah Frères successeurs”. Come spesso succedeva in quell'epoca le firme originali dei fotografi erano apposte direttamente sull'emulsione e quindi sulla lastra; la difficoltà di raschiare via dal supporto la firma per sostituirla dissuadeva la maggior parte dei fotografi, facendo si che si commercializzavano le stampe ricavate da lastre acquisite da altri mantenendo la firma originale sul fronte e il logo del nuovo proprietario sul retro.

Da una fotografia formato cabinet conservata in Fototeca vediamo che uno dei Sébah, non sappiamo chi, si è associato per un periodo non definito, con Hippolyte Arnoux, fotografo ben conosciuto a Port Said. Un altro sodalizio su cui non conosciamo nulla, se non una fotografia formato cabinet, è quello denominato SEBAH & KHACHIK in Alessandria d'Egitto. Oltre alla fotografia abbiamo un richiamo ad un album venduto ad un'asta firmato con quel marchio, in questo caso si può ipotizzare che il socio del fotografo armeno fosse J.P.Sébah.

Conosciamo un'altra partnership, dal verso di una foto di studio firmata Féttel Sébah & Bernard, con sede anch'essa in Alessandria d'Egitto. N.Féttel aveva già uno studio con Bérnard Masson.

Nel 1896 Cosmi Sébah muore ed il giovane ma esperto Jean Pascal assume in pieno la direzione dell’impresa. Alla fine del secolo le sue fotografie dell’Egitto, giudicate eccellenti dalla principale guida turistica del tempo, il Baedeker, erano a disposizione dei turisti nel famoso Shepheard's Hotel e degli altri hotel di lusso del Cairo. Nel 1905 Jean Pascal chiude lo studio al Cairo e pochi anni dopo, nel 1908, Polycarpe Joaillier rientra a Parigi. Due anni dopo Sébah si associa con due amici, Hagop Iskender e Leo Perpignani, mantenendo il vecchio nome. Dopo pochi anni Perpignani abbandona e i soci rimasero assieme sino al 1934, quando lasciarono lo studio al figlio di Iskender, Bedros. L’uscita dalla società sancisce la fine dei fotografi Sébah e Jean Pascal morirà nel 1947. Lo studio cambiò nome in Iskender e poi in Sabah, che in turco significa mattino. Nel 1952 lo studio viene chiuso definitivamente, dopo 95 anni di attività. Lo straordinario archivio di lastre accumulato in quasi un secolo e che conteneva immagini dei Sébah, degli Abdullah Frères e chissà di quanti altri, fu accatastato in un locale sotterraneo di una vecchia casa affacciata sul Bosforo, dove si deteriorò irrimediabilmente .

L’attribuzione delle fotografie dei Sébah è resa facile dall'abitudine di incidere sul negativo la firma, il titolo e il numero di catalogazione. La maggior parte dei negativi e delle relative stampe sono quindi certe, tranne alcune che, pur avendo caratteristiche molto tipiche del loro lavoro, non sono firmate. Le foto del capostipite, Pascal, sono firmate in genere P. Sébah Phot., quelle egiziane del figlio J.P.Sébah, quelle dello studio di Costantinopoli Sébah&Joaillier. Si possono trovare quindi foto dello stesso periodo firmate J.P.Sébah se provenienti dallo studio del Cairo e Sébah&Joaillier se provenienti dallo studio principale di Costantinopoli. Dall'esame delle firme si notano delle differenze calligrafiche, dovute probabilmente ad una evoluzione spontanea della firma nel corso degli anni (se apposta direttamente dal fotografo) oppure ad un cambio del personale, se le firme venivano apposte da qualche assistente di studio.

Riporto qui solo alcuni esempi di firme e didascalie sulle dozzine di combinazioni possibili, altrettanto per i cartigli sul verso delle foto di studio, di cui ho catalogato decine di esemplari differenti.

Il ritratto di Policarpe Joaillier è tratto da un sito molto interessante curato da un bisnipote dello stesso.

Catalogazione dei negativi.


negativi Firma Anni Luoghi
- Sebah phot. 1857-1886 Vari 1-500 P.Sebah phot. P.Sebah 1873-1886 Egitto 1-1500 P.Sebah 1873 Grecia 1-1500 J.P.Sebah 1890-1905 Egitto 1-120 Sebah & Joaillier 1890 Smirne, Pergamo, Trelles, Efeso 1-120 Sebah & Joaillier 1894 Bursa 1-1500 Sebah & Joaillier 1888-1908 Costantinopoli


Una fotografia della Grande rue de Péra a Costantinopoli, al centro in alto l'insegna di Sébah & Joaillier.
verso di CdV Cosmi Sébah
verso di CdV P.Sébah El-Chark
verso di CdV P.Sébah
verso di CdV P.Sébah
verso di cabinet Sébah & Joaillier
cabinet Arnoux & Sébah
cabinet Fettel, Sébah & Bernard
cabinet Sébah & Khachik

The Sébah, Ottoman photographers

The history of the Sebahs is another family saga, a human and professional journey within a family, like the Abdullahs and, even more so, the Bonfils. The progenitor was Pascal Sébah, born in Constantinople in 1823. Pascal opened his first studio in 1857 (?) In rue Tom-Tom Sokagi 10, in the Pera district; after a couple of years he moved to rue de Pera 232, to finally found the studio El Chark (the East) Societè Photographique, at number 439 of the Grande Rue de Pera, which became the most important and busiest street in the capital of the Empire Ottoman, Constantinople. Around 1860 the studio was called simply by its name, Pascal Sébah Photographe. The shop was located on the ground floor, the attic of course the installation studio, built with large windows to take advantage of natural light. At the beginning he was a partner with a French photographer, A. Laroche, a Frenchman who had experience in Paris and who will take care of the most industrial part of production for many years. The figure of Laroche, although little known, must have had great importance in the history of the study, of which he mainly took care of the printing part of the negatives and lithography.

Pascal Sébah, following the fashion of the moment, opened a studio in Cairo in 1873 in collaboration with Henri Béchard in the gardens of the Ezbékié. His old partner Laroche also associated with a Cairo-resident photographer, Heynemann. In 1878 Pascal Sébah won a silver medal at the Paris International Exposition for his appreciated photographs of Egypt. Over the years, the management work of the two studios, so far apart, forced him to abandon technical work in practice, perhaps tiring him to the point of causing him a stroke that paralyzed him. He was helped by his brother Cosmi, also a photographer, who closed his studio in Rue de Pera at No. 346 and dedicated himself to Pascal's more initiated studio. Pascal and Cosmi Sébah became partners of Policarpe Joaillier and in 1888 the studio took on the name Sébah & Joaillier. In all likelihood Joaillier was mainly concerned with the commercial aspect, while the Sébah remained responsible for the shooting and printing work. The study recovered and went back to being one of the best known in the Middle East. The Cairo study was soon reopened.

On June 25, 1886 Pascal died, leaving the study in the hands of his brother and son Jean. The Cairo studio was closed due to the inability to follow him. Pascal left his wife Roza, daughter Virginia (17 years old) and children Jean (14 years old) and Joseph (13).

In 1890, a strange episode occurred, perhaps significant, of the difficulties to which all the great studios of the time were subjected: Sébah & Joaillier sold to their most dangerous competitors, the Abdullah Frères, a large quantity of original plates. We don't know exactly how the story went, but the Abdullahs added the words "Sébah & Joaillier successeurs" to their prints. In reality the studio does not close, indeed after a few years, in 1995, Jean Pascal Sébah associates with Cairo in Heymann and detects, as a joke of the market, the Egyptian share of the Abdullah studio! In fact, the Abdullah Frères lost ground to the competition and in 1900 definitively sold the entire company to Sébah & Joaillier who, ca va sans dire, affixed the words "Abdullah Frères successeurs" on their prints. As often happened at that time, the original signatures of the photographers were affixed directly to the emulsion and therefore to the plate; the difficulty of scraping the signature away from the support to replace it dissuaded most photographers, making prints obtained from plates acquired by others commercialized while keeping the original signature on the front and the new owner's logo on the back.

From a cabinet format photograph kept in the photo library we see that one of the Sébahs, we do not know who, has associated himself for an undefined period with Hippolyte Arnoux, a well-known photographer in Port Said.

Another partnership we know nothing about, except a cabinet-size photograph, is the one called SEBAH & KHACHIK in Alexandria, Egypt. In addition to photography we have a reference to an album sold at an auction signed with that brand, in this case it can be assumed that the Armenian photographer's partner was J.P.Sébah.

We know another partnership, from the back of a studio photo by Féttel Sébah & Bernard, also based in Alexandria in Egypt. N.Féttel already had a study with Bérnard Masson.

In 1896 Cosmi Sébah died and the young but experienced Jean Pascal took over the management of the company. At the end of the century his photographs of Egypt, considered excellent by the main tourist guide of the time, the Baedeker, were available to tourists in the famous Shepheard's Hotel and other luxury hotels in Cairo. In 1905 Jean Pascal closed the studio in Cairo and a few years later, in 1908, Polycarpe Joaillier returned to Paris. Two years later Sébah associates with two friends, Hagop Iskender and Leo Perpignani, keeping the old name. After a few years Perpignani left and the partners remained together until 1934, when they left the studio to Iskender's son, Bedros. Leaving the company marks the end of the photographers Sébah and Jean Pascal will die in 1947. The studio changed its name to Iskender and then to Sabah, which in Turkish means morning. In 1952 the studio was closed definitively, after 95 years of activity. The extraordinary archive of slabs accumulated in almost a century and which contained images of the Sébahs, Abdullah Frères and who knows how many others, was piled up in an underground room of an old house overlooking the Bosphorus, where it deteriorated irreparably.

The attribution of the Sébah photographs is made easy by the habit of affecting the signature, title and catalog number on the negative. Most of the negatives and related prints are therefore certain, except for some which, although having very typical characteristics of their work, are not signed. The photos of the founder, Pascal, are generally signed by P. Sébah Phot., The Egyptian ones by his son J.P.Sébah, those by the studio of Constantinople Sébah & Joaillier. You can therefore find photos of the same period signed by J.P.Sébah if coming from the Cairo studio and Sébah & Joaillier if coming from the main studio in Constantinople. From the examination of the signatures we notice some calligraphic differences, probably due to a spontaneous evolution of the signature over the years (if affixed directly by the photographer) or to a change of staff, if the signatures were affixed by some studio assistant.

Here are just a few examples of signatures and captions on the dozens of possible combinations, as well as the scrolls on the back of the studio photos, of which I have cataloged dozens of different copies.